Mozione sulla Provincia Denuclearizzata
Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Febbraio 2009 12:06 Scritto da Administrator Venerdì 30 Gennaio 2009 17:07
MOZIONE
Oggetto: individuazione di fonti energetiche alternative a quelle derivanti dagli impianti “Nucleari”
Preso atto
Del dibattito che sta attraversando il Paese, in merito al ritorno dell’utilizzo dell’Energia nucleare come scelta strategica di rinnovamento dell’approvvigionamento energetico
nazionale
L' 8-9 novembre 1987 la popolazione italiana venne chiamata ad esprimersi in merito all’uso a scopi civili delle tecnologie di approvvigionamento energetico “nucleare”, mandando un segnale inequivocabile con quasi l’80% di votanti a favore della cancellazione di quella opzione energetica nel nostro Paese
Considerato
Il recente gravissimo incidente nucleare del giorno 23 luglio, avvenuto in Francia, nell’impianto di Tricastin a soli 200 Km dal confine italiano, che ha provocato la contaminazione di almeno cento operai. L’incidente, il terzo di questo mese, dimostra quanto gli impianti nucleari non assicurino, nonostante le “severe” misure di sicurezza, la salvaguardia della salute delle popolazioni dei territori circostanti e del personale che vi opera.
Che lo svantaggio non indifferente dell’energia nucleare è costituito dalle cosiddette “scorie nucleari”, ovvero tutti quei materiali (ad esempio ceneri prodotte dalla combustione o pastiglie di combustibile esaurito) soggetti a una continua emissione di radiazioni per la loro collocazione all’interno o in prossimità del reattore; alcune di esse hanno un periodo di decadimento che raggiunge i 100.000 anni e continuano a emettere radiazioni pericolosissime per la salute e richiedono, quindi, attente precauzioni nel trattamento di smaltimento; che per le scorie maggiormente radioattive si rende addirittura necessario il deposito geologico, lo stoccaggio in bunker sotterranei schermati.
Considerati altresì
I tristemente noti rischi umani e ambientali legati agli insediamenti nucleari, maggiormente allarmanti in un territorio come quello italiano caratterizzato da oggettivi rischi sismici e Idrogeologici;
Tenuto conto
Che per costruire una centrale nucleare occorrono miliardi di euro e almeno 15 anni di tempo e che le limitate risorse finanziarie italiane costringerebbero prevedibilmente atempi ben più lunghi;
che la materia prima del nucleare, l’uranio, è di disponibilità sempre più limitata e per il suo costo è prevedibile un aumento esponenziale nei prossimi anni, considerata la sua già avviata corsa al rialzo per alcuni paragonabile a quella del petrolio; che l’Italia non ha giacimenti di uranio;
che il nucleare, se si prende in considerazione l’intero ciclo di produzione, non costituisce affatto una fonte indispensabile per generare energia a basso costo, ma al contrario si rivela antieconomico rispetto alle normali centrali termoelettriche se si tiene conto anche dei necessari costi di tipo strategico, legati alla difesa delle centrali da attacchi militari o terroristici;
che in Italia è ancora aperto il problema dello stoccaggio definitivo delle scorie provenienti dalle vecchie centrali nucleari e le stesse sono ancora stoccate in maniera provvisoria e tutt’altro che sicura;
che deve far riflettere la discussione politica avviata in paesi come la Germania e la
Svezia, circa l’opportunità di smantellare i rispettivi insediamenti nucleari in favore di altre energie rinnovabili quali l’eolico o il fotovoltaico; che in un paese come l’Italia, circondato dal mare, attraversato dai venti, e inondato dal sole, a maggior ragione si dovrebbe investire fortemente su altri tipi di energie rinnovabili e che non comportino rischi per l’ambiente e per la salute e che non impongano costi esorbitanti e tempi troppo lunghi per la realizzazione degli impianti di produzione.
Condivise e apprezzate
Le crescenti richieste provenienti da cittadini singoli e/o associati, (non ultima quella di Legambiente alla Provincia di Pavia) rivolte a soggetti pubblici locali, di dichiarare denuclearizzati i territori di riferimento o comunque impedire la localizzazione in essi dicentrali nucleari;
Viste
le mozioni e gli atti politici proposti dai Consiglieri di diversi enti locali (quali ad esempio Termoli, malauguratamente indicata come luogo idoneo, all’interno di un piano nazionale di installazione di nuove centrali nucleari, o alcuni Comuni pugliesi) attraverso i quali si chiede di dichiarare i rispettivi territori luoghi denuclearizzati, dove non potranno nemmeno transitare scorie o materiale radioattivo;
Il Consiglio Provinciale di Roma
Si dichiara sfavorevole all'installazione di impianti nucleari per la produzione di energia sul proprio territorio;
dà mandato al Presidente della Provincia e alla Giunta:
- di attuare tutte le iniziative necessarie e di attivare le idonee procedure mirate a dichiarare la Provincia di Roma “Provincia denuclearizzata”;
- di attivarsi presso i Comuni della Provincia, in particolare il Comune di Roma, la Regione Lazio e il Governo della Repubblica affinché assumano l’impegno di procedere all'individuazione di politiche energetiche alternative al nucleare;
- di farsi promotore di qualunque iniziativa ritenga opportuna e necessaria per sensibilizzare Comuni, Province e Regioni italiani ad un diverso approccio al problema energetico che scongiuri la costruzione di centrali nucleari nel territorio nazionale.
I Consiglieri del Gruppo Federato della Sinistra Gino De Paolis, Gianluca Peciola, Sergio Urilli






