Voto favorevole su PTPG per promozione sostenibilità ambientale e valorizzazione carattere policentrico Provincia

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Il nostro voto favorevole all’approvazione del Piano Territoriale Provinciale Generale nella sua interezza in Consiglio Provinciale è stato dettato dalla considerazione che con questo atto finalmente la Provincia di Roma si dota di uno strumento di programmazione e pianificazione finalizzato alla regolamentazione del rapporto tra i luoghi urbani e ambiente naturale e agricolo, attraverso direttive chiare e prescrizioni vincolanti.


 

Le linee di indirizzo del PTPG tengono conto delle competenze dei singoli Enti Territoriali (Regione, Provincia, Comuni), rispettando l’autodeterminazione delle comunità dei Comuni; autodeterminazione che deve essere però concepita dentro le linee di sviluppo previste dal Piano stesso. Alla Provincia l’onere di verificare la compatibilità delle scelte dei Comuni e, in quanto Ente più di prossimità rispetto alla Regione, di subentrare ad essa per quanto attiene le norme urbanistiche. Alla Regione si continuerà a far riferimento per le leggi e le direttive di carattere generale. Con l’approvazione di questo Piano di area vasta, quindi, La Provincia si candida ad essere l’anello di congiunzione fra la Regione ed i 120 Comuni del suo territorio, ponendo le basi per raggiungere l’obiettivo dichiarato di diventare una Provincia metropolitana.

 


Con il voto odierno si raggiunge una tappa fondamentale di un percorso lungo, difficile e molto articolato, che ha visto la partecipazione dei molteplici soggetti costituenti la società civile, dagli Ordini Professionali, alle Associazioni, ai semplici cittadini. Attraverso i numerosi incontri organizzati sul territorio è stato possibile raccogliere i suggerimenti  e quindi poter apportare i correttivi necessari mantenendo inalterato l’impianto politico contenuto nello schema di Piano approvato in Prima Adozione a febbraio 2008. Il processo di coinvolgimento messo in atto è certamente uno dei motivi che giustificano il nostro voto positivo.

 


Ma ci sono molte altre motivazioni, sostanziali, che occorre evidenziare, che rappresentano gli assi portanti sui quali il Piano è concepito, prima fra tutte la istituzione della Rete Ecologica Provinciale (REP) che ha l’obiettivo di stabilire un nuovo “patto” tra dimensione urbana  e ambiente agricolo e naturale, preservando e connettendo, prioritariamente fra loro, le risorse idriche, il territorio agricolo e le zone protette. Riteniamo di particolare interesse che all’interno della REP venga individuato un Territorio Agricolo Tutelato, per preservare le aree verdi intorno a Roma e per favorire lo sviluppo dell’attività agricola, anche attraverso i Parchi Agricoli e le Fattorie Sociali.

 

Inoltre, un’ulteriore nostra motivazione sta nell’avere riscontrato, nei Sistemi insediativi funzionali - complessi ed articolati soggetti operativi pensati per governare le funzioni strategiche, le attività produttive, i servizi, il tempo libero -  previsti nel PTPG, la possibilità, da parte di ciascun Ente territoriale,  di gestire e valorizzare le specifica vocazione della propria realtà locale. Non ultimo, in merito al sistema della mobilità, riteniamo che nel PTPG, esso sia stato affrontato razionalmente, attraverso una maggiore integrazione fra il sistema viario e quello ferroviario, con lo scopo di creare una rete di collegamento efficace sull’intero territorio metropolitano, dando la priorità al trasporto pubblico collettivo.

 

Come Gruppo Sinistra e Libertà ci siamo battuti affinché fossero approvate e inserite nel piano le osservazioni dei comitati locali delle associazioni ambientaliste, convinti che priorità del Piano sia quello di dar vita ad una programmazione urbanistica attenta agli obiettivi di sostenibilità ambientale, di delimitazione vincolante delle conurbarzioni, di valorizzazione dell’ambiente, di riduzione drastica del consumo di suolo da parte di quelli, che per citare i lavori di Antonio Cederna, continuano a muoversi sul territorio naturale come “Vandali in Casa”.

 

Scrive infatti Cederna “Occorre dunque, se vogliamo ridare una dimensione sopportabile alle nostre città, rompere definitivamente l’indiscriminato ingrandimento a macchia d’olio cui sono sottoposte dalla peggior specie di vandali, latifondisti, trafficanti e monopolizzatori di suolo urbano, che tirano furiosamente la città sui loro terreni, tragicamente disposti intorno ad essa (…)”. Lo stesso Cederna rimandava però alla necessità di fermare lo sviluppo caotico e speculativo delle aree urbane attraverso lo strumento della pianificazione urbanistica. Una pianificazione che deve essere “apertamente schierata, affatto condiscendente con le tendenze del mercato