REGIONALI, BEFANA PORTA «CARBONE» A SEDE PD E CHIEDE PRIMARIE
Ultimo aggiornamento Lunedì 04 Gennaio 2010 16:55 Scritto da Administrator Lunedì 04 Gennaio 2010 16:54
OMR0000 4 CRO TXT Omniroma-REGIONALI, BEFANA PORTA «CARBONE» A SEDE PD E CHIEDE PRIMARIE (OMNIROMA) Roma, 04 gen - Non ha atteso il giorno dell'Epifania per portare carbone e giocattoli. La befana si è presentata oggi sotto la sede nazionale del Partito democratico, a Sant'Andrea delle Fratte, per chiedere lo svolgimento delle elezioni primarie per la scelta del candidato per la coalizione di centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio. A dare vita all'iniziativa un gruppo di cittadini, tra cui alcuni esponenti di Sinistra, Ecologia e Libertà, come il consigliere provinciale Gianluca Peciola, e del Partito democratico, come il consigliere regionale Luisa Laurelli.
A meno di tre mesi dalle elezioni regionali il centrosinistra non ha individuato un candidato da contrapporre a Renata Polverini, per questo motivo gli appartenenti al Comitato per le primarie nel Lazio hanno voluto: «portare un pò di carbone al Pd per chiedergli da uscire da questa fase di stallo. Indiciamo subito primarie in cui il candidato sia scelto dal popolo e non nelle stanze dei vertici del partito». Proprio per allontanare il rischio di possibili «inciuci» tra i vertici dei partiti la Befana oltre al carbone ha portato all'ingresso del Nazareno anche un finto gioco da tavola chiamato 'D'alemonè. «Noi vogliamo che si facciano le primarie per scegliere un candidato voluto dalla base, le prevede anche lo statuto del Pd - spiega Laurelli - basta con questa partita a domino che si sta giocando tra il Lazio e la Puglia. Le primarie sarebbero il modo migliore per rispondere al modo traumatico con cui si è chiusa la vicenda Marrazzo, la data fissata da Mazzoli il giorno della sua elezione era il 24 gennaio: facciamole il prima possibile». Mentre Peciola ha sottolineato: «vogliamo che la parola passi alle primarie per uscire dal groviglio in cui il centrosinistra si sta cacciando, non sono accettabili i giochi sottobanco o le candidature di esponenti che hanno già stretto un patto con gli elettori».






